Stefano Vinti, avvocato di parte ricorrente, contesta dinanzi al T.a.r. Veneto la violazione degli articoli 1 e 2 della L. n. 381/1991 per avere l’impresa aggiudicataria impiegato il personale volontario in misura non marginale e complementare, bensì sostitutiva degli addetti professionali nell’esecuzione del contratto di appalto

Il T.a.r. Veneto (Sez. III) con una recente sentenza (n. 32 del 5 gennaio 2022) è intervenuto in ordine alla violazione degli articoli 1 e 2 della L. n. 381/1991 concernenti il riparto di attività nelle società cooperative sociali tra operatori professionali e soci volontari per la gestione dei servizi socio sanitari e degli articoli 23, co. 16; 95, co. 10, ultimo periodo e 97, co. 5, lett. d) del D. Lgs. n. 50/2016 in riferimento alla valutazione di congruità dell’offerta dei costi della manodopera impiegata nella commessa.

Parte ricorrente, difesa ed assistita dagli Avv.ti Prof. Stefano Vinti, Dario Capotorto e Corinna Fedeli, ha proposto ricorso, ai sensi dell’art. 120 e ss. del c.p.a., avverso il provvedimento di aggiudicazione e i plurimi atti di gara ad esso collegati.

Esso si articola su due distinte motivazioni: in primo luogo, la violazione della L. n. 381 del 1991 con specifico riguardo alla prescrizione contenuta nell’art. 2, comma 5 che, nell’espletamento delle commesse pubbliche, limita l’utilizzo dei soci volontari ad un impiego che sia – quantitativamente e qualitativamente complementare – ma non anche sostitutivo rispetto a quello degli operatori professionali.

In secondo luogo, parte ricorrente contesta la legittimità del provvedimento di aggiudicazione per essere stato adottato in violazione del combinato disposto degli articoli: 23, co. 16; 95, co. 10 e 97, co. 5, lett. d) del D. Lgs. n. 50/2016.

Secondo la ricorrente, l’Amministrazione avrebbe in modo palesemente erroneo ed illogico ritenuto congruo il costo del lavoro giustificato dall’impresa aggiudicataria che ha applicato, per le figure professionali dell’autista soccorritore e dell’operatore socio sanitario, un contratto collettivo nazionale ormai superato. In particolare, l’aggiudicataria aveva calibrato il costo della manodopera con riferimento al trattamento salariale previsto dalle tabelle ministeriali del 2013, anziché fare uso delle nuove tabelle ministeriali riferite alla contrattazione collettiva del 2019 (siglata in via definitiva in data 21 maggio 2019) e quindi vigenti sia al momento della pubblicazione del bando di gara (24 dicembre 2019) sia alla scadenza del termine di presentazione delle offerte (10 febbraio 2020).

Il Collegio ha accolto il ricorso motivando come segue.

Con riferimento al primo motivo di impugnazione, il g.a., dopo aver riscontrato l’impiego dei soci volontari in modo del tutto analogo a quello dei “dipendenti”, al fine di svolgere le attività principali oggetto dell’appalto, ha ravvisato la chiara violazione dell’art. 2, co. 5 della L. n. 381/1991 che, invece, limita l’incidenza delle prestazioni dei soci volontari “in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali”.

Il Tar ha altresì condiviso l’ulteriore censura, volta a contestare la manifesta erroneità, irragionevolezza e inadeguatezza del giudizio di non anomalia espletato dalla stazione appaltante.

Il Collegio ha infatti ravvisato uno scostamento rilevante e ingiustificato tra il costo del lavoro indicato dalla società aggiudicataria, riferito alle tabelle ministeriali del 2013, rispetto ai trattamenti salariali presenti nelle tabelle della contrattazione collettiva del 2019.

Accogliendo la tesi proposta da parte ricorrente, il Collegio ha ritenuto che l’aggiudicataria avrebbe dovuto applicare tali trattamenti salariali inderogabili vigenti al tempo della procedura.

In conclusione, il Collegio ha accolto il ricorso avanzato dagli Avv.ti Prof. Stefano Vinti, Dario Capotorto e Corinna Fedeli e, per l’effetto, ha disposto l’annullamento della delibera di aggiudicazione e ai sensi degli articoli 122 e 124 del c.p.a., dichiarando inoltre l’inefficacia del contratto medio tempore stipulato e il subentro in favore della ricorrente.

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