L’avvocato Stefano Vinti con Grandi Stazioni Retail nella controversia relativa alla gestione degli spazi della stazione Milano Centrale

Il Prof. Avv. Stefano Vinti e l’Avv. Sonia Macchia hanno assistito Grandi Stazioni Retail Spa nel giudizio prodottosi innanzi alla giudice amministrativo in seguito alla class action promossa dall’Associazione Pendolari Piacenza e la Confconsumatori APS (già Confederazione Generale dei Consumatori).

I ricorrenti miravano ad ottenere la condanna della società ad adeguare l’uso degli spazi in gestione della Stazione di Milano Centrale nel pieno rispetto dell’interesse dell’utenza, e quindi ad aumentare le sale e/o spazi attrezzati per l’attesa dei viaggiatori in arrivo ed in partenza, in modo da raggiungere il giusto rapporto proporzionale fra destinazione pubblica e destinazione commerciale dei suddetti locali e a provvedere, altresì, a ripristinare il preesistente sistema d’informazione sugli orari dei treni in arrivo ed in partenza (tabelloni) o comunque a predisporne uno di corrispondente dimensione ed efficacia.

In particolare, le ricorrenti sottolineavano che i beni ferroviari attualmente affidati alla gestione della Grandi Stazioni Retail S.p.a. rientravano nella categoria di beni soggetti ad un vincolo di destinazione pubblica, da cui deriverebbero determinati standard qualitativi, scaturenti ex lege dalla definizione stessa dei beni a destinazione pubblicistica, ravvisando una lesione diretta, concreta ed attuale degli interessi dei loro rappresentati, come conseguenza del comportamento posto in essere dal gestore.

Il Tribunale regionale adito respingeva il ricorso e dichiarava infondata l’azione in ragione dell’assenza dei requisiti oggettivi richiesti ai fini della class action dalla legge in quanto le ricorrenti non avevano fornito alcuna indicazione specifica sugli standard qualitativi violati, facendo riferimento a generici livelli di qualità derivanti dalla destinazione pubblica del servizio, e non avevano neppure chiarito quali erano le disposizioni dell’Autorità preposta alla regolazione ed al controllo del settore contenti gli standard asseritamente violati dal gestore. L’Associazione Pendolari Piacenza e la Confederazione Generale dei Consumatori proponevano appello avverso la suddetta decisione.

La V Sezione del Consiglio di Stato, sposando a pieno le motivazioni del giudice di prime cure e le difese svolte dall’avvocato Stefano Vinti e dall’avvocato Sonia Macchia, ha ritenuto che nel caso di specie non siano stati individuati i presupposti oggettivi della class action pubblica, ai sensi del d.lgs.198/2009.

L’azione per la violazione degli standard qualitativi presuppone la presenza di una definizione dei livelli qualitativi ed economici, che non siano semplicemente desumibili dalla natura e destinazione dei beni di cui si tratta, ma più, specificamente, “stabiliti, per i concessionari di servizi pubblici, dalle autorità preposte alla regolazione ed al controllo del settore”, ossia, nella fattispecie, dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART). Il Collegio ha chiarito che le parti ricorrenti avrebbero dovuto attivare a monte il concessionario e/o il gestore per ottenere la redazione delle Carte di servizi o l’emanazione di disposizioni, capaci di definire puntualmente i livelli qualitativi dei servizi per gli utenti della stazione. Solo a seguito della precisa qualificazione dei livelli qualitativi ed economici sarebbe stato possibile azionare la tutela di siffatta situazione soggettiva, tramite il rimedio collettivo in considerazione, volto al ripristino della corretta erogazione del servizio.

Il Collegio, in conclusione, ha accolto le difese di parte resistente, rappresentata dagli avvocati Stefano Vinti e Sonia Macchia, ritenendo che la destinazione pubblica del servizio non è un elemento sufficiente a definire i livelli qualitativi richiesti e che l’azione pubblica avverso inadempimento necessita che i criteri di qualità del servizio siano chiaramente stabiliti dalle amministrazioni.

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